Teatro napoletano: anima e tradizione

Teatro napoletano: anima e tradizione

Napoli è stata, ed è ancora oggi, il luogo in cui il teatro prende vita. Basti pensare ad Antonio Petito che nell’800 fu uno dei maggiori interpreti della maschera di Pulcinella.

La tradizione e la fama del teatro napoletano parlano chiare: sono stati proprio i comici come Peppino De Filippo, suo fratello Eduardo di impronta più drammaturgica o ancora “il principe della risata” Totò a far si che Napoli venisse “denudata” per il pubblico, per essere conosciuta, amata, derisa, odiata, osannata.

Celebri sono scrittori come Enzo Moscato e Annibale Ruccello (morto all’età di trent’anni) che hanno saputo regalare al pubblico scritti come “Pièce Noire” e “Ferdinando”. Il bagaglio teatrale napoletano non ha confini e proprio per questo non deve in alcun modo essere abbandonato. Purtroppo nell’era del cinema non sempre è facile rendersi conto di quanto possa offrire una serata a teatro.

Ma cos’è che differenzia davvero il cinema dal teatro?

La risposta a questa domanda, volendo semplificare, può essere data in base alla posizione che si occupa: quella dell’attore e quella del pubblico. Entrambe le arti hanno punto di valore e di perdita. L’attore di teatro, per esempio, rispetto a quello del cinema non può ripetere una scena: tutto è vero, puro, non ci sono telecamere.

Le emozioni sono autentiche e il sudore è vero. Il cinema oggi può offrire effetti speciali, mettere in moto l’ immaginazione e far esplorare mondi fantastici. Il pubblico a teatro può, se vuole, interagire con gli attori quando richiesto, ma se si guarda un film da casa questo non è possibile.

Napoli è una città che ha da offrire ancora tanto nel campo teatrale e questo è dimostrato dai tanti eventi e spettacoli che vengono organizzati nei teatri. Oltre alle compagnie teatrali emergenti, sono tanti gli ospiti che con le loro tappe delizieranno il pubblico nel 2018 con numerosi spettacoli.

Uno dei più attesi è “La parola canta” al Teatro Nuovo (dal 9 al 21 Gennaio 2018) con Peppe e Toni Servillo, i quali canteranno e reciteranno poesie, celebrando la magia e la tradizione vivente a Napoli con il supporto dei Solis String Quartet.

L’intento di questo articolo è quello di smuovere giovani, e non solo, a partecipare ad eventi teatrali che riguardano la tradizione napoletana che oltre a suscitare grandi emozioni, guidano verso il mondo della magia napoletana che, in un certo, senso fa parte delle proprie radici e della propria anima.

Alessia D’Angelo