Netflix tra misteri risolti e nuovi enigmi.

Svelato finalmente il mistero che si celava dietro i manifesti apparsi qualche giorno fa a Milano che recitavano: “ Basta Netflix”. Una frase semplice ma al tempo stesso ambigua che ha portato più di una persona a chiedersi: Ma in che senso basta Netflix? 
Come lo scorso anno con la campagna “Netflix is a Joke” (“Netflix è una presa in giro”) per pubblicizzare i propri tantissimi contenuti Stand-up Comedy, la piattaforma più famosa di streaming online ha optato sul senso di smarrimento delle persone per lanciare una nuova campagna. Netflix ha utilizzato la stessa immagine come immagine profilo Facebook e ha lanciato un video promozionale che vede Tommaso Paradiso, cantante dei The Giornalisti, come protagonista. Il video si chiude concludendo il claim volutamente ambiguo con la frase “Basta Netflix e guardi quello che vuoi, quando vuoi, dove vuoi”. 
Svelato questo mistero gli utenti della piattaforma online americana si trovano tuttavia alle prese con un nuovo interrogativo: “Sarà vero questo aumento di prezzo?”. Sembrerebbe infatti che la commissione europea voglia costringere Netflix e Amazon Prime Video ad avere all’interno del proprio catalogo almeno il 30 % dei contenuti tra serie tv, film e documentari di produzione europea,  dando possibilità da parte di ogni paese membro ad una percentuale di proprie produzioni, cosa che peraltro già avviene in Germania.  I motivi dell’aumento del servizio dipende esclusivamente dalle future intenzioni dei paesi della comunità europea per poter finanziare parte dei fondi destinati alla produzione di audiovisivi. 
Nei prossimi mesi ci sarà probabilmente la soluzione di questo nuovo enigma, nel frattempo non sono pochi quelli che sulla scia del nuovo slogan e sulle voci insistenti dell’aumento dell’abbonamento hanno avviato delle proteste sui social con uno slogan semplice e volutamente non ambiguo: “Basta (pagare) Netflix”.
Di Alessandro Caputo.